Monti Wuyi: gli incredibili tè di questa regione

Wuyishan, Heavenly Peak

Una regione speciale, che produce tè di altissimo livello con caratteristiche organolettiche uniche dovute soprattutto al terroir: siamo sui Monti Wuyi, o Wuyishan, nella provincia cinese del Fujian. Vi portiamo con noi in un piccolo viaggio di scoperta, raccontandovi le più famose tipologie di tè che vengono prodotte qui con la loro storia e le loro caratteristiche.

Monti Wuyi: un terroir speciale

All’estremo nord-ovest del Fujian, quasi al confine con la provincia dello Jiangxi, c’è un’area montuosa molto rinomata per la produzione di tè: si tratta dei Monti Wuyi. Entrata a far parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1999, quest’area montuosa dà vita a uno dei più bei paesaggi naturali cinesi: le formazioni rocciose di origine vulcanica, con il loro caratteristico colore rossiccio, si ergono tra le anse tortuose del fiume Jiuqu Xi (“Fiume dalle 9 Curve”), circondate da acque cristalline e dalle affascinanti rovine di antichi monasteri. Una vista mozzafiato che incanta i turisti di tutto il mondo.

Pensate che la dinastia Han considerava i Monti Wuyi come sacri e che l’imperatore Xuanzong (712-756, dinastia Tang) vietò la pesca in queste acque e l’abbattimento di alberi. Sotto la dinastia Yuan (1271-1368) i giardini di tè imperiali furono trasferiti in questo magico luogo e dopo il 1300 la famiglia imperiale beveva solo il tè proveniente da questa zona protetta.

Ed è proprio il terreno su cui crescono le camelie dei Monti Wuyi a rendere così unici i tè di cui ora vi raccontiamo.

I tè prodotti nella zona dei Monti Wuyi

Yancha – gli oolong di roccia dei Monti Wuyi

I Monti Wuyi sono molto famosi per una tipologia di tè in particolare: gli yancha, o tè (cha) di roccia (yan). Questi tè, tutti oolong ad alta ossidazione, si distinguono infatti per il loro spiccato carattere minerale dovuto proprio al terreno su cui crescono. Possiamo suddividere questi oolong in 3 macro-categorie, in virtù di come è composto il terreno: Zhengyan (terreno composto al 100% da rocce), Banyan (terreno composto al 50% da rocce) e Zhoucha (tè che cresce sulle zone pianeggianti esterne).

La parola petricore, coniata a partire dai termini greci “petra” e “ichor” (il fluido che scorre nelle vene degli dèi), indica proprio il sapore della roccia bagnata, una nota inconfondibile di questi oolong che riporta fedelmente al gusto il tipo di terreno su cui le piante sono cresciute: maggiore sarà la componente rocciosa, tanto più forte sarà il sentore minerale che avvolgerà il palato quando gusteremo il tè in tazza.

Un’altra caratteristica degli yancha è il roasting finale, eseguito in maniera tradizionale sul carbone: un passaggio che dona note scure e tostate e una profondità di sapori notevole.

Quali sono allora i più famosi yancha dei Monti Wuyi?

Le bellissime foglie del Tè Oolong Spring Wuyi Da Hong Pao
  • Da Hong Pao (Grande Veste Rossa): un oolong molto amato e ricercato, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo raccontandovi anche le leggende che lo riguardano. Si tratta forse del più famoso yancha, di cui restano a oggi unicamente 6 piante madri (soltanto 4 producono ancora tè): solo i tea masters migliori sono autorizzati alla raccolta primaverile dagli alberi originari, che danno fino a un massimo di 400gr di tè all’anno. Per non stressare queste ultime piante antiche e poter produrre quantità che soddisfacessero le richieste di mercato, fu dato il via a coltivazioni di camelie di nuova generazione, nate da talea piantando rami e tralci di questi arbusti originari. Queste nuove camelie, coltivate e lavorate in modo magistrale, danno tè davvero fantastici.

    Il Da Hong Pao ha foglie arrotolate, grandi e di colore bruno con sfumature rosso ruggine. Il liquore in tazza è di colore ambrato e il sapore è contraddistinto da note tostate di frutta a guscio, sentori floreali e un finale di cacao o in alcuni casi proprio di cioccolato fondente. E’ un tè dalla mineralità intensa, che se preparato in gaiwan con il metodo del gong fu cha regge molte infusioni con le stesse foglie.
  • Shui Xian: questo oolong, il cui nome significa “spirito d’acqua” o “narciso”, è un tè dalla gamma aromatica molto vasta. Ha foglie arrotolate marrone scuro con riflessi rossicci, che in tazza danno un liquore luminoso tra il dorato e l’ambrato. Al palato stupisce con note dolci di biscotto al burro e toffee, sentori di orchidea e note di mandorle tostate e pralinate.
  • Rou Gui: dal cinese, “cannella”. Il Rou Gui è infatti un oolong che unisce alla mineralità degli yancha una nota speziata di cannella. Le foglie sono arrotolate, di colore castano scuro brillante con riflessi ramati e il sapore del liquore ha note tostate di mandorle e noci, sentori floreali e una dolcezza cremosa che ricorda quasi un budino alla vaniglia o una banana matura.
  • Shui Jin Gui: letteralmente, “tartaruga dorata d’acqua”. Un altro meraviglioso oolong ad alta ossidazione dai Monti Wuyi, con grandi foglie tra il bruno e il mogano. In tazza le note sono calde e avvolgenti: sentori di crosta di pane nero, caramello bruciato, cacao, noci e spezie. Sicuramente un ottimo tè per scaldarsi e coccolarsi nella stagione invernale.

I tè rossi dei Monti Wuyi

Il tè rosso nasce molto tardi, intorno al 1560, e proprio nella regione dei Monti Wuyi. Si può dire che sia stato prodotto quasi per errore: un imprevisto fortuito, visto che si tratta della tipologia di tè forse più conosciuta e amata in occidente, con un successo commerciale notevole e livelli di esportazione altissimi. Più resistente di tè verdi e bianchi, si prestava infatti benissimo a lunghi viaggi per mare, raggiungendo le coste dell’Europa senza perdere le sue qualità.

Tè rosso Lapsang Souchong in una tradizionale teiera Yixing

Proprio in virtù del fatto che il primo tè rosso della storia proveniva da questa zona, in occidente si iniziò a chiamarlo genericamente “Bohea”, una storpiatura della parola cinese “Wuyi” che marinai e commercianti inglesi di ritorno da quelle terre lontane non sapevano pronunciare.

Vediamo nello specifico quali sono i tè rossi più famosi e come sono nati.

  • Lapsang Souchong: probabilmente il più conosciuto tra i tè rossi cinesi, nonché uno dei più intensi come aroma e sapore. Si tratta infatti del primo tè rosso prodotto in Cina e la sua origine è avvolta dalla leggenda. L’origine del nome viene probabilmente da una storpiatura inglese dei termini lapushan xiaozhong, cioè “varietà di foglia piccola (xiaozhong) del monte Lapu (Lapushan)”.

    L’ipotesi più accreditata su come sia nato questo tè narra di un’invasione del villaggio di Tongmu da parte di alcuni soldati, i quali cercarono un rifugio per la notte ricavando dei giacigli proprio dalle tenere foglioline di tè raccolte in giornata e stese ad appassire. Quando al mattino i soldati se ne andarono, la gente del villaggio si chiese come poter salvare quel tè ormai rovinato: dormendoci sopra, i soldati lo avevano schiacciato e involontariamente “arrotolato”, portandolo a ossidare, oltre al fatto che le foglie erano ormai intrise dell’odore poco piacevole dei loro corpi (c’è qualche dubbio sul livello di igiene personale delle forze armate a quell’epoca). Cosa fare, dunque? La soluzione fu un’affumicatura su legno di pino, che diede alle foglie un carattere decisamente insolito e incredibilmente apprezzato soprattutto dai commercianti esteri.

    Un’altra ipotesi è, più semplicemente, che il tè dovesse essere in origine processato come un classico tè verde ma qualcosa andò storto durante la lavorazione, portando le foglie a ossidare completamente. Anche in questo caso, per riparare all’errore, il tè fu essiccato con una lieve affumicatura su legno di pino, ottenendo un prodotto completamente nuovo rispetto al solito.

    Quale che sia l’origine effettiva del Lapsang Souchong, è sicuramente un tè che ha spopolato in Europa e anche in Russia: il suo sapore audace, con note affumicate e dolci al tempo stesso, lo rendono un tè unico nel suo genere.
  • Esiste anche una versione non affumicata di Lapsang Souchong, meno conosciuta in occidente, chiamata Zhengshan Xiaozhong, ossia “varietà di foglia piccola (xiaozhong) dalla montagna originaria (Zhengshan)”: è un tè straordinario, che esprime in tazza tutta la dolcezza e la delicatezza dei migliori tè rossi cinesi con note fruttate e floreali, nonché un sentore di cacao ad avvolgere il palato.
Pregiato tè rosso Jin Jun Mei, ricco di gemme
  • Jin Jun Mei: tradotto dal cinese significa “bellissimo sopracciglio dorato” ed è un tè rosso da arbusti selvatici che cresce a circa 1800 metri di altezza nel territorio della Wuyi National Nature Reserve. Si tratta di un tè molto recente, scoperto nei primi anni 2000 e subito schizzato in vetta alle classifiche dei tè cinesi più costosi e ricercati.

    Lavorato magistralmente presso il villaggio di Tongmu, ha foglie piccole, lunghe e sottili, delicatamente arrotolate a formare esili riccioli di colore bruno con molte gemme dorate. In tazza il liquore ambrato rivela una meravigliosa complessità, con note dolci di cacao, rosa e lychee e una morbidezza al palato quasi commovente. Una gemma dei Monti Wuyi che va assolutamente assaggiata.

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